Tecnologie ottiche: Lenti speciali - esclusive

Lenti specifiche per patologie particolari

Le nuove tecnologie ottiche

Lenti aplanatiche in materiale vetroso
Lenti prismatiche per retinopatici
Lenti biastigmatiche per cheratoconi o astigmatismi irregolari
  
Tecnologie ottiche esclusive per l'alta definizione

 

LE LENTI APLANATICHE

NOTE TECNICHE:

Le lenti aplanatiche, come anche riportato da vari testi di ottica fisica e geometrica, sono delle realizzazioni ipotetiche ma non applicabili nella costruzione oftalmica, in quanto una lente può godere di proprietà aplanatiche in un solo punto per un solo oggetto ed una sola immagine. Ovvero non esiste la possibilità di realizzare una lente singola che abbia in comune le proprietà di assenza di aberrazione sferica, cromatica e coma da astigmatismo dei fasci obliqui; quindi tale dicitura è accettata a livello teorico ma impropria a livello pratico. Ecco che in commercio sono state inserite delle lenti asferiche a campo pieno in materiale organico che poco si avvicinano all'aspettativa di lente aplanatica. Inoltre, tali lenti, essendo eseguite in materiale termoindurente ed avendo un notevole spessore, hanno la proprietà, in fase produttiva, di raffreddarsi in maniera disomogenea lungo la superficie e nella profondità del materiale, residuando così dei difetti classici detti strie, che non sono altro che aberrazioni. Cè chi inoltre, al fine di ridurre gli spessori e di conseguenza i difetti su citati, ha ridotto il diametro di costruzione tralasciando i canoni di centratura rispetto alla posizione degli assi visivi, ipotizzando che in una correzione monoculare non sia necessario rispettare la distanza interpupillare in funzione alla distanza di lettura. In alcuni casi queste tecniche sono state usate anche in condizioni di binocularità ed, al fine di dimostrarne lefficacia è stato pubblicato un teorema geometrico che tende a dimostrare che non serve rispettare la distanza interpupillare. Purtroppo, sia nel caso di monocularità e tanto più in quello di binocularità è fondamentale rispettare i canoni di centratura ottica/geometrica degli ausili ottici, dalla più banale -1.00 D.  fino alla complessa + 28.00 D. al fine di ottimizzare la prestazione ottica del sussidio e di non introdurre degli effetti prismatici dannosi per il paziente e la visione (aberrazioni da eccentricità).

Conclusa questa disquisizione a riguardo dei contenuti tecnici delle lenti aplanatiche, in funzione alla nostra conoscenza in materia di progettazione ottica di dispositivi medici su misura, mi permetto di consigliare limpiego di altri generi di ausili, per esempio:

lenti oftalmiche di produzione di ottica fine (rientrano in ottica fine tutti quei dispositivi ottici ad elevatissima precisione come le lenti per microscopi, telescopi, laser, etc) in materiale vetroso (anche titanio) capaci di raggiungere poteri anche superiori ai +28.00 D., mantenendo la proprietà di omogeneità del potere su tutta la superficie, riduzione massima delle aberrazioni in quanto il raffreddamento dei materiali vetrosi può essere eseguito con metodologie che ne controllino il processo ed inoltre il materiale può essere successivamente rilavorato e raffinato come qualità ottica di superficie. Inoltre, con questo genere di applicazione si riduce notevolmente lo spessore e permette di mantenere la centratura del dispositivo medico finale. E sempre comunque bene dotare questi ausili di trattamento antiriflesso e scegliere lopportuna montatura di supporto (montature tondeggianti e certamente non rettangolari al fine di ridurre la superficie di taglio superiore, che risulta sempre traslucida e abbatte notevolmente la trasparenza dei mezzi ottici).

Sistemi telescopici di tipologia microscopio semplice con aplanazione. Questi sistemi possono definirsi aplanatici in quando essendo composti da una coppia di lenti di opportune basi hanno la proprietà di eliminare le aberrazioni per c.a. l85% della superficie del sistema (la porzione periferica è il 15% dove risultano rimanere alcune aberrazioni). Questi sistemi vengono assemblati a mezzo di lenti in ottica fine di materiale vetroso con trattamenti multistrato e bistrato (in funzione alla freccia di riferimento) su entrambe le superfici. Data lelevata precisione dei mezzi di costruzione, con questi ausili si può tranquillamente arrivare ai 10X = 40.00 D. senza i fastidi di deformazione delle immagini che sono invece sempre presenti, dove più e dove meno, nei sistemi ottici monolente.

Prove tecniche eseguite sui pazienti, confermano che un prodotto otticamente pulito e ben centrato è sempre la cosa meglio tollerata e più gradita.

Personalmente, trattando soggetti ipovedenti da più di 10 anni ed avendo alle spalle una tradizione nellipovisione di c.a 20 anni, mi sento di sconsigliare la soluzione di lenti in materiale termoindurente in tutte le occasioni ove i poteri superino le 8.00 D.(2X) e di consigliare le lenti in materiale vetroso fino ad un massimo di 12.00 D.(3.X max 4.X), quindi passare ai sistemi telescopici fino ai 6-7 X, oltre propenderei per sistemi elettronici e non ottici, almeno che non ci siano motivazioni particolari .

Le limitazioni sopra descritte tengono conto della distanza di lettura effettiva e della deviazione dellasse visivo conseguente alla mancanza funzionale data dalla patologia della porzione centrale.

Sulla base di tale analisi e da prove comparative con i prodotti presenti sul mercato, da tempo abbiamo realizzato dei prodotti esclusivi e dei dispositivi medici su misura, adottando soluzioni tecnologicamente avanzate.

 

LE LENTI BIFOCALI PRISMATICHE

NOTE TECNICHE:

Utili ai soggetti retinopatici nella visione dell'emisfero inferiore

 

LE LENTI BIASTIGMATICHE

NOTE TECNICHE:
Sulla base della nostra ricerca sviluppata in nuove metodiche refrattive correlate a specifiche tecniche produttive, siamo in grado di produrre lenti con sfero e bi-lavorazione cilindrica per la correzione nel cheratocono, trapianto corneale, laser, irregolarità corneali in genere.

Statisticamente l'Acuità visiva risultante risulta essere ben superiore alle lenti oftalmiche tradizionali e poco al di sotto delle lenti a contatto (lac). E' un ausilio utilissimo nelle pause quotidiane delle lenti a contatto o per i soggetti intolleranti alle stesse.