Bibliografia
La degenerazione dell’apparato visivo come causa del decadimento mentale e fisico nella terza età. L’importanza degli ausili tecnologici di riabilitazione. P. Longato*, L.L. Mannucci**
2° Congresso Nazionale – Disabilità, Trattamento, Integrazione
Padova 30,31 Maggio – 1 Giugno 2002
La degenerazione dell’apparato visivo come causa del decadimento mentale e fisico nella terza età. L’importanza degli ausili tecnologici di riabilitazione.
P. Longato*, L.L. Mannucci**
ABSTRACT:
Il novanta per cento delle informazioni utili al sistema sensoriale passano attraverso l’apparato visivo, ogni singola attività quotidiana dell’individuo è condizionata dal livello della capacità visiva. La terza età è caratterizzata da un rallentamento progressivo di tutte le attività motorie, ma rimane inalterato il fabbisogno sensoriale, essenziale allo svolgimento delle restanti attività quotidiane che determinano la qualità di vita. E’ risaputo che l'anziano che non vede bene si isola dal mondo circostante ed invecchia precocemente. La nostra esperienza di operatori e riabilitatori visivi ci conferma come ogni minimo incremento nel livello della capacità visiva migliora in modo esponenziale la capacità operativa, l’autonomia e quindi la qualità di vita. Il trattamento della ipovisione inizia dall’occhiale con la correzione oggettiva, essenziale per stimolare e produrre un’immagine focalizzata, ottimizzata da filtri selettivi per eliminare le componenti di disturbo visivo e non comfort. Per proseguire con sussidi di tipo ottico ingrandienti, ipercorrettivi e telescopici ma necessariamente di altissima qualità e forte personalizzazione onde evitare l’ingrandimento esponenziale di aberrazioni o sfuocature intrinseche di base. Caratteristiche essenziali ai fini di una facilità d’uso, ridotto affaticamento, funzionale alle abitudini e alle esigenze quotidiane del paziente. E’ fondamentale tener conto dei limiti fisici del soggetto, evitare sussidi standardizzati che obbligano a distanze di lettura troppo ravvicinate e faticose o ausili che lo costringano ad assumere posture compensative difficoltose e spesso dolorose. Lo stesso dicasi per i sistemi elettronici e multimediali per i quali conviene dotare l’anziano di ausili di architettura tecnologica avanzata e sofisticata ma di utilizzo semplificato, intuitivo ma soprattutto comodo. A questo fine risponde la nuova generazione di sistemi elettronici videoingrandienti da tavolo aventi strutture e comandi che tengono conto dell’ergonomia, della postura, della semplicità di utilizzo unitamente alla versatilità e alla personalizzazione. Per i soggetti più dinamici videoingranditori indossabili autofocus che garantiscano in tutte le circostanze e distanze di lavoro il giusto ingrandimento e la giusta messa a fuoco senza la necessità di continui interventi di regolazione da parte del paziente. Volendo semplificare al massimo la lettura del giornale e/o dei libri sono stati sviluppati sistemi multimediali di lettura vocale dei testi dattiloscritti che hanno come prerogativa la semplicità di utilizzo pari a quella di una “fotocopiatrice parlante”. L’anziano che non vede bene tende ad isolarsi sempre più dall’ambiente circostante, a chiudersi nel proprio mondo, andando così precocemente incontro a decadimento mentale e fisico. Per evitare tale involuzione è necessario agevolare al massimo la quotidianità del paziente anche in quelle azioni che sembrano banali ma per lui importanti (tastiere telefoniche e carte da gioco ingrandite, termometri, bilance e orologi parlanti, ecc) al fine di portarlo dalla disabilità invalidante ad una nuova abilità fatta anche di tanti piccoli e semplici accorgimenti. L’autonomia funzionale nella terza età è indice di qualità di vita, allontana e preserva dal decadimento mentale e fisico. E’ un dato inconfutabile, fautore di notevole riduzione dei costi sociali e di indiscusso risparmio indotto per il Servizio Sanitario Nazionale.
*Centri Specializzati Ipovisione, Tecno, Venezia-Mestre
**Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche, Sezione di Clinica Oculistica, Università di Padova







